

L’origine del nome Caparzo sembra derivare da Ca’ Pazzo, come testimoniano alcuni antichi mappali. I vigneti, le cantine e tutte le attrezzature colturali sono state realizzate verso la fine degli anni sessanta, con un progressivo adeguamento ed un costante aggiornamento, sia nei terreni che nelle cantine. Ancora oggi si sperimentano innovativi sistemi di allevamento ed, in particolare, diverse selezioni clonali nei terreni di proprietà, che si estendono su una superficie di circa 200 ettari, 90 dei quali coltivati a vigneto, 4 a oliveto, 87 a bosco e 19 attualmente a seminativo e resedi.


